Psicoterapia e Psicosomatica

L’IMMAGINE CORPOREA E LA PERCEZIONE DI SE’

La percezione di sé, in riferimento al proprio corpo, è ciò che si definisce “immagine corporea”: l’immagine corporea corrisponde al modo in cui una persona vede, sente e immagina la propria figura corporea. Quando è buona l’immagine di noi stessi e ne siamo fieri, abbiamo fiducia in noi stessi, ci sentiamo liberi di esprimere ciò che siamo, i nostri stati d’animo e le nostre emozioni.

La ricerca della bellezza e il desiderio di cambiare la propria immagine nasce da un bisogno profondo di piacere a se stessi e agli altri, dal voler “cancellare” il tempo che passa, dalla paura di invecchiare, dall’ossessione per la perfezione estetica, dalla ricerca di assomigliare a dei modelli e identificarsi in essi.

Quando ci guardiamo allo specchio, in un incontro sincero con noi stessi, scopriamo il desiderio di sentirci visti, amati, desiderati. Guardiamo le nostre imperfezioni con occhio critico quasi come fossero segreti da nascondere, mentre scopriamo che non c’è nulla di male ad essere meno che perfetti, perché il volto è la parte più vulnerabile e sensibile che mostriamo agli altri. Il nostro volto, con le sue rughe più o meno profonde, ci rivela la nostra identità nascosta, ci ricorda le scelte e le rinunce della nostra vita. Le nostre rughe ci raccontano le nostre gioie, i nostri dolori, le nostre paure, le emozioni e i sentimenti che provengono dal profondo del nostro essere. Ma le rughe sono anche segno di maturità e di saggezza: allora quella “memoria” disegnata sul nostro volto diventa la nostra storia, la storia di chi vive e ha vissuto, di chi si lascia toccare dalla vita, nel bene e nel male.

Allora il desiderio di piacere, improvvisamente, diventa piacersi, riconoscersi, sentirsi liberi di esprimere sé stessi: è una sensazione estetica interiore che spalanca le porte della percezione, che sta nell’occhio di chi guarda e di chi sa guardare, di chi è consapevole che la vera bellezza esiste solo nella mente.

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CRESCITA PERSONALE

Arriva un momento nella vita nel quale la paura abbassa le nostre difese, lasciandoci in balìa della nostra vulnerabilità. Ed ecco, improvvisamente, l’incontro inatteso: quello con le nostre emozioni, le più fragili e sincere. Sono proprio quelle emozioni che ci ricordano chi siamo: persone che pensano ma soprattutto che sentono, persone capaci di delegare al cuore ogni sentimento e azione, persone che trovano sempre il coraggio di non arrendersi mai.

Ci vuole tanto coraggio per agire e affrontare senza timori le provocazioni della vita.
Ci vuole tanta onestà verso se stessi per saper guardare e agire consapevolmente.
Solo trovando in noi la nostra legge, possiamo liberarci di tutte le altre.

La ricerca e la conoscenza di se stessi è una chiamata a comprendere il significato della vita, necessaria per un cammino di crescita ed evoluzione.
Se una persona impara a chiedersi il senso di tutto ciò che capita, non solo imparerà a conoscere la propria essenza e le proprie risorse ma scoprirà anche le possibilità di cambiamento senza timori o resistenze.

La legge più autentica di ogni individuo è trovare il proprio centro, il proprio sé e realizzarlo, rimanendo sempre fedeli alla propria individualità.
Conoscere se stessi significa prendere confidenza con la propria vulnerabilità, ammettere i propri errori e accettarli, avere il coraggio di essere autentici senza avere paura del giudizio, permettersi di provare e vivere qualsiasi emozione.

Una “relazione sana” con le proprie emozioni contempla il sentire e l’avere fiducia, l’imparare a non reagire ma ad agire. “Stare nelle emozioni” significa scoprire la verità su se stessi e la libertà di “essere” e non “sembrare”, quella libertà che ci permette di guidare la vita da protagonisti con determinazione, ponendosi responsabilmente di fronte al proprio destino.

Vivere le emozioni significa collocarsi nel momento presente con una “presenza consapevole”.

PSICOSOMATICA: IL CORPO PARLA

Il corpo è la nostra casa, il luogo che abitiamo, vive e respira con noi e di noi. Lo sentiamo, lo vediamo, lo tocchiamo ma non possiamo esserne padroni. Quando invecchia o si ammala, il corpo sfugge al nostro controllo e diventa un teatro, il cui sipario si apre sulle verità dell’anima: attraverso il corpo tutto ciò che sentiamo prende forma, tutto ciò che non esprimiamo si dichiara con forza, tutto ciò che ci ferisce si trasforma in dolore.
Il corpo parla il linguaggio dei sintomi, invocando la nostra attenzione e un ascolto profondo. Ogni disturbo che si manifesta nel corpo cancella ogni finzione, ogni simulazione, rivelandoci la realtà delle cose e indicandoci la strada maestra verso la propria rinascita.
L’approccio psicosomatico alla salute e alla malattia considera l’uomo un’unità di mente e corpo, in cui le funzioni mentali e fisiche si manifestano contemporaneamente, esprimendo lo stesso senso. La Medicina Psicosomatica lega la malattia come manifestazione di una determinata “dimensione d’organo” che viene ad alterare il nostro equilibrio vitale: la dimensione d’organo rappresenta la simbologia attraverso cui il corpo si esprime, comunicando un profondo disagio interiore. Attraverso il linguaggio del corpo, la persona manifesta il suo modo di esprimersi, la sua storia, il suo modo di vivere e relazionarsi alla vita. Il sintomo diviene, così, un “veicolo di consapevolezza”, ponendoci di fronte a noi stessi e al mondo.

Il sintomo ci parla di un profondo bisogno di cambiamento e ci guida nel ritrovare un nuovo equilibrio, trovando la strada della verità e della guarigione.

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